L’Assigeco Under-19 Gold di coach Federico Zani centra l’obiettivo: vince a San Miniato e raggiunge le Finali Nazionali di categoria. I Lupi biancorossoblù si impongono 79-73 sul campo più difficile del tabellone e volano in Sicilia. Le Finali Nazionali di categoria infatti si svolgono in quel di Piazza Armerina da venerdì 12 a domenica 14 giugno. Nei prossimi giorni si dovrebbero conoscere anche gli accoppiamenti delle squadre, visto che la formula del torneo è la final-8. Il nostro articolo potrebbe anche concludersi qui: basta vedere la gioia della squadra, dello staff tecnico e delle persone che l’hanno seguita in Toscana, esplicitata dalla foto copertina di questo articolo scattata dopo il trionfo. Le parole e i tabellini sono superflui. Coach Zani si è detto estremamente felice e ha fatto i complimenti a tutti per la serietà dimostrata durante la partita e durante tutto questo percorso nel Gold. Non si può negare: dopo il Trofeo Memorial Rosa IV Edizione, l’Assigeco Under-19 Gold non aveva dato grandi sensazioni. Invece, i Lupi si sono riscattati pienamente ottenendo due successi fenomenali, specialmente quello sul campo de Le Patrie Etrusca Basket.
L’Assigeco Under-19 Gold ha saputo gestire al meglio le energie fisiche e mentali, ragionando sempre da squadra. Nel finale, la compagine toscana ha tentato la rimonta ma la squadra di coach Zani ha resistito e l’ha fatto con le idee. Mi spiego: ci sono tanti modi di resistere a una rimonta, riuscirci con questa maturità e consapevolezza non è da tutti però. L’Assigeco Under-19 Gold ha giocato come una squadra senior: oltre al talento, ha messo in campo carattere e una voglia pazzesca di vincere. Tutti: dal primo all’ultimo, gruppo tecnico compreso e tifosi al seguito inclusi. L’ambiente era caldo ma l’Assigeco Under-19 Gold ha dimostrato di non sciogliersi, bensì di sapersi esaltare e compattare attorno al proprio credo cestistico.
Adesso si vola a Piazza Armerina: là comincerà un’altra stagione. Come? Sì, proprio così: i tornei brevi sono da sempre indecifrabili. Nella Final-8 di tre giorni è tutto un win or go home ma c’è pochissima possibilità di allenarsi e si presentano tantissime variabili esterne. Una di queste è la condizione fisica e mentale dei giocatori, un’altra può essere rappresentata dall’adattamento all’ambiente e alle condizioni anche climatiche: probabilmente farà caldissimo. Il recupero e la preparazione – seppur ridotti all’osso – dovranno essere essenziali e impattanti. Ogni dettaglio rischia di decidere la stagione. L’Assigeco Under-19 Gold potrebbe avere sul proprio cammino alcune squadre già affrontate, oppure il derby contro la Bakery Piacenza: al primo turno i Lupi affrontano l’International Basket Imola. La tensione sale: l’obiettivo in parte è stato raggiunto, ora però la palla pesa di più e la penna – con la quale si può scrivere un altro pezzo di storia – scotta. L’adrenalina è a mille, ma sono queste le emozioni che ogni giocatore, ogni allenatore, ogni dirigente e ogni tifoso sogna di vivere.
Reginelli: il game changer che non ti aspetti, e se inizia anche a segnare…
Sono onesto: so di contraddirmi. Qualche lettore – verosimilmente i più attenti – potrebbero obiettare: “Hai scritto poco fa che non vuoi citare tabellini e giocatori perché è stato un successo di squadra, come mai apri un paragrafo su un giocatore?”. Il punto di vista è legittimo, ma permettetemi di spiegarvelo. Tutti i giocatori – dal primo all’ultimo, a prescindere dal ruolo e dall’impiego – hanno il merito Enorme con la ‘E’ maiuscola di aver portato l’Assigeco Under-19 Gold a giocarsi il Titolo. Questa compagine ha attraversato momenti complicati e le salite in questo percorso non sono mancate. Ho la fortuna di seguire – tanto per lavoro quanto per passione – diversi sport e di ‘salite’ si parla più nel ciclismo che nella pallacanestro, per forza di cose. Probabilmente, se anziché giocare nell’Assigeco facesse il ciclista, Pietro Reginelli sarebbe uno scalatore. Questo tipo di ciclista è un atleta che non ha solo qualità fisiche e tecniche, ma è uno stratega: la mente dello scalatore va al doppio dei velocisti ed è direttamente proporzionale alla propria forza d’animo. Si tratta di un giocatore che infonde grinta ai propri compagni e che mette sempre in campo – anche negli errori – il 100%.

Reginelli in campo l’energia l’ha sempre messa, in ogni possesso da quando ha messo piede in un campo da pallacanestro probabilmente. In questo finale di stagione però è cresciuto in maniera esponenziale. Si tratta del game changer che gli attacchi avversari temono: ringhia sugli avversari non permettendo loro di ragionare, recupera palloni, cattura rimbalzi. Nella metà campo difensiva i giocatori dell’Assigeco Under-19 Gold sono in sei quando lui è in campo. Tuttavia, inutile negarlo: tecnicamente ci sono giocatori di gran lunga migliori in termini di talento puro nella metà campo offensiva, ma l’attacco e la qualità di chi fa punti non costituisce il tutto. Io spesso ho definito Reginelli MVP occulto delle partite, o game changer: è un giocatore che – in generale, ma specialmente nei momenti delicati – è in grado di cambiare l’inerzia delle sfide con una palla rubata, un po’ di trash talking, un recupero difensivo, una stoppata, un recupero dal lato debole, un incitamento per sé o per un compagno… In questo finale di stagione però ha iniziato a graffiare eccome anche nella metà campo offensiva. Reginelli è stato l’MVP vero, non occulto, della finale per il 3° e 4° posto del Memorial Andrea Rosa IV Edizione. Nella partita contro Le Patrie Etrusca Basket ha segnato 15 punti, frutto di 3 canestri da due punti e altrettanti da tre punti. Nei finali di partita a dimostrato di saper emergere e anche in questa sfida non ha fatto sconti.
Coach Zani – che è tifoso del Panathīnaïkos – sa bene che nella Final-4 di Eurolega della stagione 2024/2025 un impatto notevole – oltre ai noti Kendrick Nunn e Kōstas Sloukas – l’ha avuto Panagiōtīs Kalaitzakīs. Quest’ultimo è un lottatore nato e in quelle Finali ha detto la propria in ambedue le metà campo, nei momenti caldi. Se Reginelli incomincia a segnare con continuità – come sta facendo in quest’ultima parte di stagione – può crescere tantissimo e mettere dubbi nelle scelte difensive avversarie. Vedremo quale impatto avrà alle Finali Nazionali di Piazza Amerina. Il parquet ci darà la risposta, ma questo vale per tutta la squadra.





